Novità sulle licenze Microsoft Teams: più funzionalità premium incluse senza costi aggiuntivi

Microsoft ha annunciato importanti aggiornamenti alle licenze di Teams e Microsoft Places che entreranno in vigore dal 1° aprile 2026. L’obiettivo è rendere più accessibili molte funzionalità finora riservate a Teams Premium, semplificando l’esperienza per gli utenti e riducendo la complessità di gestione per le aziende.

Funzionalità avanzate di Town Hall e Webinar ora incluse in Teams “core”

Una delle novità più significative riguarda eventi e comunicazioni su larga scala.
Molti strumenti precedentemente disponibili solo con Teams Premium verranno integrati nelle licenze Teams Enterprise, permettendo a più utenti di organizzare eventi professionali e di alta qualità.

Le funzionalità ora incluse comprendono:

  • Streaming chat ottimizzato, per una comunicazione più fluida durante eventi molto affollati.
  • Reazioni live del pubblico, che rendono webinar e town hall più interattivi.
  • Supporto Microsoft eCDN, per garantire uno streaming stabile anche su reti aziendali complesse.
  • Esperienze immersive 3D, con ambienti virtuali collaborativi e avatar.
  • Capacità ampliata per gli eventi: fino a 3.000 partecipanti interattivi e 10.000 in sola visualizzazione con le licenze standard.

Nuovi “Attendee Capacity Packs” fino a 100.000 utenti

Per chi necessita di eventi ancora più grandi, Microsoft introdurrà dei pacchetti aggiuntivi di capacità, acquistabili separatamente, che permetteranno di arrivare fino a 100.000 partecipanti.
È una novità pensata per aziende enterprise, pubbliche amministrazioni, broadcaster e organizzazioni con platee globali.

Microsoft Places diventa accessibile a tutti
(con Outlook/M365)

Anche l’esperienza Microsoft Places, dedicata alla gestione degli spazi e del lavoro ibrido, diventa molto più inclusiva.

Dal 1° aprile 2026, le funzionalità principali saranno disponibili per tutte le licenze che includono l’accesso al calendario di Outlook o Teams, come Microsoft 365 E3/E5, Business Standard, Business Premium, Outlook 365 e Exchange Online.

Le funzionalità rese disponibili gratuitamente includono:

  • Places Finder, un’evoluzione del tradizionale Room Finder con immagini, planimetrie e caratteristiche delle sale.
  • Places Explorer, una vista su mappa che permette di esplorare e prenotare spazi in tutti gli edifici aziendali.

Questi strumenti favoriscono una gestione più smart degli spazi, particolarmente utile in contesti di lavoro ibrido.

La licenza “Teams Shared Devices” cambia nome e diventa “Teams Shared Space”

La licenza Teams Shared Devices viene rinominata Teams Shared Space, un cambiamento che riflette un ambito d’uso più ampio e inclusivo.
In passato, questa licenza serviva principalmente per gestire singole risorse hardware come telefoni per aree comuni, pannelli Teams e display per postazioni hot‑desking.

Con il nuovo modello, una singola licenza permette di gestire fino a quattro postazioni di lavoro, mantenendo al tempo stesso il supporto per risorse condivise già esistenti come sale riunioni e dispositivi stand‑alone. In questo modo diventa la soluzione di riferimento per amministrare l’intero inventario fisico degli spazi aziendali.

La licenza include inoltre una serie di funzionalità avanzate:

Prenotazione avanzata delle postazioni

I dipendenti possono prenotare una scrivania in anticipo tramite Teams o Outlook, garantendo un’esperienza semplice e organizzata al loro arrivo in ufficio.

Assegnazione degli spazi

Gli amministratori possono assegnare la licenza direttamente a postazioni, sale o aree condivise, ottenendo un livello di controllo molto più granulare su tutto l’inventario.

Gestione unificata delle directory

Tutti gli spazi fisici possono essere gestiti centralmente all’interno del Places Directory, definendo regole di prenotazione, criteri di auto‑rilascio e proprietà specifiche degli spazi.

Analisi di utilizzo e inventario

Le organizzazioni possono accedere a report dettagliati sull’uso delle postazioni condivise, utili per ottimizzare il layout e migliorare l’efficienza degli ambienti di lavoro.

Integrazione con sistemi di terze parti

Microsoft Places può integrarsi con piattaforme esterne per sincronizzare planimetrie, dati spaziali e segnali di presenza, come badge scans o docking station.

Cosa rimane esclusivo di Teams Premium

Nonostante l’ampliamento delle funzionalità core, Teams Premium continuerà a essere necessario per:

  • funzionalità avanzate di protezione delle riunioni (watermark, controlli avanzati, crittografia aggiuntiva);
  • Intelligent recap e intelligenza avanzata delle riunioni;
  • strumenti evoluti di amministrazione e governance;
  • code e routing avanzato per Teams Phone;
  • capacità estese di Bookings e appuntamenti virtuali.

Conclusione

Le novità introdotte da Microsoft rappresentano un chiaro passo nella direzione di un modello più aperto, moderno e orientato al lavoro ibrido. Funzionalità che in passato richiedevano costi aggiuntivi saranno ora disponibili per una platea molto più ampia, aumentando il valore delle licenze già in uso.

Migrare da Splunk o QRadar a Microsoft Sentinel: guida completa alla nuova SIEM Migration Experience

Microsoft mette a disposizione un’esperienza guidata di migrazione SIEM che supporta i team di sicurezza nel passaggio da soluzioni come Splunk o IBM QRadar a Microsoft Sentinel, automatizzando la traduzione delle regole, suggerendo i connettori da attivare e monitorando l’intero processo senza dover fare tutto manualmente.

Questa nuova esperienza, ora potenziata con funzionalità AI riduce drasticamente complessità e tempi di migrazione arrivando fino al 50% in meno rispetto ai processi tradizionali.

Cosa fa la SIEM Migration Experience

Analisi e traduzione delle regole di rilevamento

Puoi caricare le regole esportate da Splunk o QRadar: lo strumento analizza automaticamente le configurazioni e mappa le regole verso le Analytics Rules di Microsoft Sentinel dove disponibile. Supporta anche detection personalizzate.

Raccomandazioni su data connector necessari

Il sistema identifica quali connettori di log, Microsoft o di terze parti tramite Content Hub, servono per garantire la stessa copertura delle regole originali.

Raccomandazioni organizzate per use case

I risultati vengono raggruppati in “recommendation cards”, che mostrano regole migrate, fonti dati mancanti e attività da completare per ogni scenario di sicurezza.

Report dettagliati esportabili

È possibile esportare un report completo che include regole mappate, non mappate e quelle che richiedono intervento manuale.

Passaggi principali della migrazione

1️⃣ Esportare le regole dal SIEM sorgente

Ad esempio, Splunk consente l’esportazione tramite query REST dedicate per recuperare alert e saved searches.

2️⃣ Caricare il file nello strumento di migrazione

All’interno di Sentinel, seleziona “Migrate from your current SIEM” e carica il file esportato.

3️⃣ Avviare l’analisi

Lo strumento esamina numero di regole, fonti dati richieste e produce le raccomandazioni.

4️⃣ Revisionare le raccomandazioni

Vengono mostrati i mapping delle detection, i connettori da installare e gli eventuali gap da colmare.

5️⃣ Abilitare e ottimizzare le regole migrate

Le analytics rules possono essere attivate direttamente e, se necessario, modificate per adattarsi all’ambiente.

Migrazione più intelligente grazie all’AI

La versione più recente della SIEM Migration Experience sfrutta l’intelligenza artificiale per:

  • mappature basate sull’intento, non solo sulla sintassi
  • suggerimenti automatici di correlazioni avanzate
  • coverage allineato al framework MITRE ATT&CK (funzionalità in arrivo)

Questa evoluzione porta a una migrazione più accurata e moderna, con una visione completa dello stato di avanzamento.

Perché tutto questo è importante

Riduce settimane di lavoro manuale

Le migrazioni tradizionali da SIEM legacy possono richiedere fino a 15 mesi; il nuovo strumento riduce in modo significativo tempi e complessità.

Valorizza gli investimenti esistenti

Le regole e gli use case già costruiti in Splunk/QRadar vengono riutilizzati dove possibile grazie alla traduzione automatica.

Visibilità totale sul processo

Lo strumento mostra chiaramente quali regole sono migrate, quali no e quali richiedono interventi manuali.

Migliora la sicurezza con un SIEM cloud-native

Microsoft Sentinel permette di ingestire log da ambienti on-premises e cloud, con analytics scalabili e automazioni avanzate — un vantaggio rispetto a molti SIEM legacy limitati all’on-prem.


Per maggiori dettagli vi invito a guardare il seguente articolo:
https://learn.microsoft.com/en-us/azure/sentinel/siem-migration

Licenza Power Apps Per App in End of Sales

La licenza Power Apps Per App Plan sarà ritirata all’inizio del 2026. Nonostante Microsoft non abbia pubblicato un annuncio ufficiale e nel listino CSP di gennaio la SKU sia ancora disponibile, con clamore, il cambiamento è stato già applicato nei documenti ufficiali:
Power Platform Licensing Guide


Evoluzione della licenza “Per App”

Introdotta nel 2019 a USD 10/app/utente al mese, la licenza fu poi scontata a USD 5 nel 2021, con l’obiettivo di agevolare le piccole implementazioni.
Tuttavia, il modello si è rivelato difficile da gestire a livello tecnico e amministrativo, sia per Microsoft che per i clienti.


I nuovi modelli disponibili

Con la dismissione della licenza Per App, restano solo due opzioni di licenza per Power Apps:

  • Power Apps Premium (per utente)
    Accesso illimitato a tutte le app personalizzate e a Power Pages al costo di circa 20$ per utente/mese.
  • Power Apps Pay-as-you-go (misuratore per app)
    Fatturazione basata sul numero di utenti attivi unici mensili per ogni app (circa 10$ per utente/app), gestita tramite fatturazione Azure.

Impatti sulle organizzazioni

  • Aumento dei costi
    Al prossimo rinnovo, gran parte delle organizzazioni passerà da 5$ a 20$ per utente/mese (Premium) o 10 $ per utente/app/mese (pay-as-you-go), con incrementi fino al 300%.
  • Rinnovi sotto Enterprise Agreement (EA) o CSP (Cloud Solution Provider)
    Il 14/01/2026 Microsoft ha aggiunto una comunicazione dove informa che i clienti con licenze Power Apps Per App acquistate tramite i canali EA e CSP potranno continuare a usare e rinnovare le licenze:
    Important update to Power Apps per app license | Microsoft Licensing Resources

Azioni consigliate

  • Controllare le scadenze dei contratti (EA o CSP) per pianificare la transizione senza interruzioni.
  • Valutare la migrazione a:
    • Power Apps Premium – se gli utenti devono accedere a più di un’app.
    • Pay-as-you-go – se si desidera pagare solo per gli utenti effettivamente attivi su una singola app.
  • Rivolgersi al proprio referente Microsoft (Licence Specialist o Account Manager) per simulazioni economiche, scelte tattiche e supporto nella transizione.

Frontier Firm: il nuovo riconoscimento Microsoft per i partner “AI-first”

Con l’evento Microsoft Ignite 2025, l’ecosistema dei partner entra in una nuova era: nasce il riconoscimento Frontier Firm, un badge distintivo per le organizzazioni che portano l’intelligenza artificiale sul palcoscenico strategico dell’azienda.

Cos’è una Frontier Firm

Una Frontier Firm è molto più di un rivenditore o system integrator tradizionale: è un’azienda all’avanguardia, costruita per il futuro AI. Microsoft la definisce “un’organizzazione di nuova generazione, nata nell’era dell’intelligenza artificiale, che integra l’AI in ogni livello del proprio business”.

Queste aziende:

  • Combinano il giudizio umano con agenti AI, per scalare velocemente ed essere più efficaci.
  • Adottano il modello “Customer Zero”, ovvero usano le tecnologie Microsoft (Copilot, Azure AI) internamente prima di offrirle ai clienti, diventando veri casi di successo viventi.
  • Guidano progetti reali, trasformando i processi interni e aumentando l’engagement dei dipendenti.

I pilastri distintivi

Secondo Microsoft, i partner che puntano a diventare Frontier Firm costruiscono le proprie competenze su tre assi fondamentali:

  1. Soluzioni AI di business
    Promuovere Copilot e agenti intelligenti in ogni ruolo aziendale.
  2. Cloud & Platform AI
    Modernizzare l’infrastruttura puntando su carichi di lavoro intelligenti e capacità di frontier AI.
  3. Sicurezza integrata
    Garantire resilienza cibernetica e conformità end-to-end.

In FY26, queste aree diventeranno la base per incentivi, co-sell e campagne marketing Microsoft.

I vantaggi del riconoscimento Frontier

Chi ottiene il badge Frontier Firm riceve:

  • Visibilità all’interno del partner eco‑sistema e presso i field seller Microsoft.
  • Accesso prioritario agli incentivi, come supporto Copilot, Azure, sicurezza, CSP e dediche specifiche sui market trend.
  • Credibilità di mercato, grazie a un badge distintivo che comunica leadership AI e valore unico.

Nuove designazioni nel Partner Program

Oltre al badge Frontier Partner, Microsoft ha introdotto altre designazioni dedicate ai partner di eccellenza:

  • Frontier Distributor: per i distributori CSP che offrono servizi avanzati su cloud, AI e sicurezza.
  • Support Services: per chi garantisce qualità elevata nel supporto ai clienti Cloud.
  • Digital Sovereignty: per le aziende abilitate a progettare infrastrutture cloud sovrane.

Come diventare un Partner Frontier Firm

Per prepararsi a ottenere questo riconoscimento, ecco alcune azioni chiave:

  • Implementare una strategia AI‑first, non solo progetti pilota.
  • Essere Customer Zero: adottare Copilot e agenti internamente, formando i team.
  • Allinearsi ai tre pilastri GTM di FY26: AI Business Solutions, Cloud & AI Platforms, Security.
  • Ottimizzare il profilo nel Partner Center, punto nodale per co‑sell, designazioni e visibilità.

Requisiti

I partner devono conseguire le designazioni Solutions Partner in:

  • Modern Work o Business Applications
  • Security
  • Una delle tre designazioni allineate alla piattaforma Cloud & AI (Data & AI oppure App Innovation oppure Infrastructure.

e ottenere tre specializzazioni:

  • Microsoft Copilot
  • Build AI Apps, AI Platform oppure Accelerate Developer Productivity
  • Data Security

Scopriamo la nuova “Microsoft Solutions Partner Support Services Designation”

La relazione tra cliente e partner tecnologico si misura spesso dalla qualità del supporto offerto nei momenti critici.
Per riconoscere questa funzione strategica, Microsoft introduce una novità importante: la Support Services Designation, un riconoscimento ufficiale per i partner che dimostrano capacità eccellenti nel fornire un’esperienza di supporto di qualità.

Cos’è la Support Services Designation?

Lanciata a Microsoft Ignite 2025, questa designazione consente ai partner di distinguersi sul mercato grazie a un badge ufficiale, rendendo più semplice per i clienti identificare chi ha un track record comprovato nel supporto.

Perché è importante?

Ottenere questa designazione significa:

  • Differenziazione: visibilità come CSP di alto livello.
  • Crescita del business: segnale di competenza e affidabilità.
  • Benefici esclusivi: incentivi finanziari e accesso a supporto avanzato.

Chi è idoneo?

Solo CSP Direct Bill o Distributori con:

  • Designazione Solutions Partner attiva (Modern Work, Biz Apps, Security, Azure).
  • Contratto di supporto attivo (ASfP, PSfP o Unified).

Come si ottiene?

Il percorso prevede il superamento di tre valutazioni condotte da ISSI:

  • Capability Assessment (capacità tecnica e organizzativa).
  • Case Rate (gestione dei casi).
  • CSAT (Customer Satisfaction).

Valutazione delle Capacità (Capability Assessment)

Questo audit fornisce una prova validata delle capacità di erogazione del supporto da parte del partner. L’auditor indipendente valuta e assegna un punteggio alle operazioni di supporto del partner su tre dimensioni fondamentali:

  • Funzione di supporto
  • Competenze del personale di supporto
  • Metriche di performance del supporto

Valutazione del Tasso di Casi (Case Rate Evaluation – Performance)

Questo indicatore misura la capacità del partner di fornire supporto su larga scala. Calcola il numero di casi inoltrati a Microsoft per assistenza rispetto alla dimensione del business CSP gestito dal partner.

L’auditor indipendente ISSI convalida il volume dei casi, mentre Microsoft determina il tasso finale.

Valutazione CSAT (Customer Satisfaction)

La valutazione CSAT si concentra sulla soddisfazione del cliente finale per garantire un’esperienza di supporto di qualità. L’auditor analizza il programma di misurazione CSAT del partner e assegna un punteggio finale su una scala da 1 a 5.

Conclusione

La Support Services Designation non è solo un badge, ma un vero e proprio strumento di differenziazione e crescita per i partner Microsoft.

Introduzione ad Azure Copilot

Introduzione ad Azure Copilot

Azure Copilot è un assistente AI integrato nel portale Azure che sfrutta modelli linguistici avanzati (LLM) e dati del tuo ambiente cloud per semplificare la gestione delle risorse. Permette di operare con linguaggio naturale, orchestrando attività e fornendo insight personalizzati sul tuo contesto Azure.


  • Accesso e contesto: è disponibile su portale web, app mobile e AI Shell. Opera usando le stesse credenziali e permessi dell’utente, eseguendo azioni solo dopo conferma esplicita.
  • Architettura IA: combina LLM con il control plane di Azure, sfruttando dati reali del tenant per offrire suggerimenti operativi, generare codice e automatizzare compiti.
  • Interazione dialogica: risponde in tempo reale, genera script ARM, Bicep, Terraform, PowerShell o CLI, e facilita troubleshooting, ottimizzazione costi e insight sulle performance.

Cosa fa Azure Copilot

Azure Copilot supporta quattro aree chiave: progettazione, operazioni, ottimizzazione e risoluzione problemi:

  • Deploy infrastruttura: crea VM, reti o cluster AKS con semplici prompt (“Crea VM Windows…”).
  • Scrittura codice automatizzata: genera comandi ARM, Terraform, YAML Kubernetes, script CLI o PowerShell su richiesta.
  • Analisi costi: identifica aree di ottimizzazione e suggerisce interventi mirati.
  • Troubleshooting: diagnostica errori, controlla lo stato dei servizi, suggerisce soluzioni per problemi comuni.
  • Navigazione e amministrazione: apre portali, imposta configurazioni e estrae log con comandi natural‑language.

Inoltre sono disponibili gli Agents (preview): agenti multimodali che possono orchestrare task complessi in sequenza.


Costi di Azure Copilot

  • Nessun costo aggiuntivo: le funzionalità attuali sono incluse nel portale Azure e gratuite.
  • Preview Agents: l’uso di capacità AI avanzata potrebbe richiedere licenze o crediti aggiuntivi; non sono ancora definiti pricing ufficiali.
  • Azure OpenAI Service: se utilizzato per estensioni di Copilot, si applicano tariffe standard Azure OpenAI, calcolate su token input/output (es. 400 CU-sec/1000 token input, 1200 CU-sec/1000 token output).
  • Copilot Studio (Power Platform): disponibile con due modelli di licensing:
    1. Tenant License: circa 200 USD/mese per tenant con 25.000 messaggi inclusi.
    2. Pay-As-You-Go: addebito in base ai messaggi utilizzati (~0,01 USD/messaggio).

Come funziona Azure Copilot

Azure Copilot utilizza un motore di orchestrazione integrato e agenti intelligenti che interpretano l’intento dell’utente, comprendono il contesto e coordinano gli strumenti giusti. Il risultato è un’esperienza più intuitiva, sicura e sempre sotto controllo umano.


1. Avvio della conversazione

Tutto parte da una richiesta dell’utente. Copilot filtra il contenuto per sicurezza e pertinenza prima di avviare il processo di ragionamento.

2. Interpretazione di intento e contesto

Copilot analizza l’intento, il contesto del portale Azure e i permessi RBAC. Rileva la lingua e le preferenze regionali per adattare l’interazione.

3. Selezione di strumenti o agenti

L’orchestratore sceglie la capacità più adatta tra strumenti e agenti, basandosi su fonti Azure come ARM e ARG. Con le nuove funzionalità agentiche, Copilot gestisce dialoghi multi-step e collabora tra agenti per risposte più approfondite.

4. Esecuzione sicura con RBAC

L’azione viene eseguita con l’identità dell’utente, rispettando RBAC. Ogni passaggio è trasparente e i dati sono archiviati in modo sicuro, con opzioni come BYOS per maggiore controllo.

5. Revisione umana prima dell’azione

Prima di applicare modifiche, Copilot richiede conferma esplicita. Questo garantisce sicurezza e conformità alle politiche di AI responsabile di Microsoft, basando le risposte su fonti Azure aggiornate.

Conclusione

Azure Copilot rappresenta un salto nella gestione cloud, offrendo interazione naturale, automazione e ottimizzazione integrate. Le funzionalità attuali sono disponibili gratuitamente e, in vista del rilascio di agenti avanzati, si prospettano modelli di pricing via servizî come Copilot Studio e Azure OpenAI.
L’evoluzione continuerà ad aggiungere capacità AI estese, con modelli di consumo trasparenti e investimenti basati sul valore generato.

Microsoft 365: Novità 2026 tra Prezzi e Funzionalità

Introduzione

Il 2026 sarà un anno di grandi cambiamenti per Microsoft 365.
Tra aumenti di prezzo, riduzioni legate al cambio valuta e nuove funzionalità integrate, le aziende dovranno pianificare con attenzione i rinnovi.
In questo articolo analizziamo tre aspetti chiave e forniamo consigli pratici per i partner.


1. Aumento dei Prezzi da Luglio 2026

Dal 1° luglio 2026, Microsoft applicherà un incremento dei prezzi sui piani commerciali Microsoft 365. Le motivazioni includono l’integrazione di funzionalità avanzate di sicurezza, gestione e AI.

Principali aumenti (listino USA):

  • Business Basic: da $6 → $7 (+16%)
  • Business Standard: da $12.50 → $14 (+12%)
  • Office 365 E3: da $23 → $26 (+13%)
  • Microsoft 365 E3: da $36 → $39 (+8%)
  • Microsoft 365 E5: da $57 → $60 (+5%)

Questi aumenti si applicheranno a rinnovi e nuove sottoscrizioni dal 1° luglio 2026.


2. Riduzione Prezzi in Europa da Febbraio 2026

Dal 1° febbraio 2026, Microsoft ridurrà i prezzi in area euro con listini diversi in base al cambio:

  • Euro (EUR): –7,4%
  • Danese (DKK): –7,4%
  • Norvegese (NOK): –7,2%
  • Svizzero (CHF): –9,5%
  • Svedese (SEK): –13,5%

Questa riduzione riguarda i servizi cloud commerciali (Microsoft 365 e Dynamics) e rappresenta un’opportunità per ottimizzare i costi prima degli aumenti di luglio. Non cambia nulla per Azure.


3. Nuove Funzionalità Integrate

Microsoft semplifica l’offerta includendo funzionalità premium nei piani E3 ed E5:

  • Defender for Office 365 Plan 1 incluso in Office 365 E3 e Microsoft 365 E3.
  • Safe Links abilitati su E1, Business Basic e Business Standard.
  • Intune Plan 2 (Remote Help, Analytics avanzate) incluso in Microsoft 365 E3 ed E5.
  • In E5 arrivano Endpoint Privilege Management, Enterprise App Management e Microsoft Cloud PKI.

Queste integrazioni riducono la necessità di add-on separati e aumentano il valore complessivo.


Consigli Pratici per i Partner

  1. Pianificare i rinnovi prima di luglio per bloccare i prezzi attuali e sfruttare la riduzione di febbraio.
  2. Approfittare della riduzione del 7,4 % in area euro dal 1° febbraio 2026 per ottimizzare i costi.
  3. Comunicare il valore aggiunto delle nuove funzionalità ai clienti.
  4. Aggiornare le offerte CSP e i bundle per riflettere i cambiamenti.
  5. Formare il team e i clienti con webinar e materiali informativi.

Azure Virtual Desktop – Novità da Ignite 2025: “AVD for Hybrid environments” e “External identitities support”

Azure Virtual Desktop per ambienti ibridi

Azure Virtual Desktop è un servizio sicuro di infrastruttura desktop virtuale (VDI) basato sul cloud che consente alle organizzazioni di distribuire desktop e applicazioni Windows agli utenti. Lanciato nel 2019, Azure Virtual Desktop si è evoluto rapidamente per rispondere alle esigenze dei moderni ambienti di lavoro, soprattutto con la diffusione del lavoro remoto e distribuito.

Due anni fa Microsoft ha introdotto Azure Virtual Desktop per Azure Local, offrendo ai clienti la possibilità di portare le funzionalità di AVD on-premises, sfruttando Azure Local.


Ad Ignite 2025 Microsof ha annunciato, in anteprima limitata, Azure Virtual Desktop per ambienti ibridi, una nuova funzionalità che porta la potenza della virtualizzazione desktop cloud-native sulle infrastrutture on-premises (ma anche in altri cloud) esistenti.

Grazie a questo aggiornamento, i server abilitati ad Azure Arc possono essere configurati come session host AVD.

Questo amplia le capacità ibride di Azure Virtual Desktop oltre Azure Local, includendo Microsoft Hyper-V, Nutanix AHV, VMware vSphere, server fisici Windows o qualsiasi infrastruttura on-premises compatibile con Arc.

Supporto per le External identities di Azure Virtual Desktop (ma anche Windows 365) è ora ufficialmente disponibile

Con Windows 365 e Azure Virtual Desktop, le organizzazioni hanno potuto offrire agli utenti desktop Windows erogati dal cloud, garantendo produttività, accesso sicuro alle risorse IT e autenticazione su diversi dispositivi. In passato, questa possibilità era riservata esclusivamente agli utenti interni, con account e credenziali gestiti direttamente dall’organizzazione.

Grazie agli ultimi aggiornamenti, ora è possibile concedere accesso anche a utenti esterni, semplicemente invitandoli nella propria organizzazione, senza dover creare e assegnare nuovi account temporanei. Siamo lieti di annunciare:

  • Connessione a Windows 365 e Azure Virtual Desktop con identità esterne: ora disponibile in modalità generale.
  • Utilizzo di FSLogix per la gestione dei profili utente con identità esterne in Azure Virtual Desktop: attualmente in anteprima pubblica.

Cosa significa il supporto alle identità esterne

Con Windows 365 e Azure Virtual Desktop, le organizzazioni hanno potuto offrire agli utenti desktop Windows erogati dal cloud, garantendo produttività, accesso sicuro alle risorse IT e autenticazione su diversi dispositivi. In passato, questa possibilità era riservata esclusivamente agli utenti interni, con account e credenziali gestiti direttamente dall’organizzazione.

Grazie agli ultimi aggiornamenti, ora è possibile concedere accesso anche a utenti esterni, semplicemente invitandoli nella propria organizzazione, senza dover creare e assegnare nuovi account temporanei. Ad Ignite 2025 hanno annunciato:

  • Connessione a Windows 365 e Azure Virtual Desktop con identità esterne: ora disponibile in GA.
  • Utilizzo di FSLogix per la gestione dei profili utente con identità esterne in Azure Virtual Desktop: attualmente in anteprima pubblica.

Con il supporto alle identità esterne in Azure Virtual Desktop e Windows 365, è possibile adottare un approccio uniforme alla virtualizzazione per utenti interni ed esterni all’organizzazione.
Le identità esterne possono includere ruoli come collaboratori, consulenti o fornitori terzi.
Inoltre, è possibile sfruttare le funzionalità di Microsoft Entra dedicate alle identità esterne:

  • Applicare controlli di Accesso Condizionale (CA) specifici per le identità esterne.
  • Imporre la registrazione alla Multi-Factor Authentication (MFA) per l’identità esterna nel tenant.
  • Configurare Global Secure Access (GSA) sul dispositivo Windows utilizzato dall’identità esterna per accedere alle risorse.

Nota: poiché le identità esterne sono utenti gestiti esclusivamente nel cloud e non hanno una rappresentazione in Windows Server Active Directory, non è possibile utilizzare l’autenticazione Kerberos.

Esplorariamo l’Azure Global Infrastructure Experience: il cuore della resilienza e della compliance nel cloud

Quando si parla di cloud computing, la posizione dei dati e la resilienza dell’infrastruttura non sono dettagli: sono fattori critici per la sicurezza, la performance e la conformità normativa. Microsoft Azure, con la sua Global Infrastructure, è progettata per rispondere a queste esigenze su scala mondiale. E oggi, grazie al tool Azure Global Infrastructure Experience, possiamo visualizzare questa potenza in modo interattivo.


Cos’è l’Azure Global Infrastructure Experience?

Si tratta di una piattaforma interattiva che permette di esplorare la mappa globale dei datacenter Azure, con informazioni dettagliate su:

  • Regioni e Availability Zones: ogni regione è composta da più datacenter, con zone fisicamente separate per garantire alta disponibilità e fault isolation.
  • Geografie e compliance: il tool evidenzia come Azure rispetti le normative locali (es. GDPR in Europa, HIPAA negli USA) grazie a regioni dedicate e sovrane come Azure Government o Azure China.
  • Servizi disponibili per regione: non tutte le funzionalità sono presenti ovunque; il tool aiuta a verificare quali servizi sono attivi in ciascuna area.
  • Certificazioni e standard: ISO 27001, SOC, PCI DSS e molte altre, per garantire sicurezza e conformità.

Perché è importante?

  1. Scelta strategica della regione
    La selezione della regione influisce su latenza, costi, e conformità normativa. Ad esempio, un’azienda europea soggetta a GDPR deve scegliere regioni all’interno dell’UE.
  2. Resilienza e disponibilità
    Azure offre Availability Zones e region pairing per garantire continuità operativa anche in caso di disastro. Alcune regioni supportano zone ridondanti che permettono di raggiungere SLA fino al 99,99% per VM distribuite su più zone.
  3. Trasparenza e pianificazione
    Con il tool, i team IT possono pianificare disaster recovery, verificare capacità regionali, e valutare la disponibilità dei servizi prima di una migrazione.

Caratteristiche chiave del tool

  • Visualizzazione globale: mappa interattiva con zoom su regioni, geografie e datacenter.
  • Filtri per compliance: possibilità di vedere quali regioni soddisfano requisiti normativi specifici.
  • Aggiornamenti in tempo reale: informazioni sempre aggiornate sulle nuove regioni e zone.
  • Approfondimenti tecnici: link diretti a documentazione Microsoft per SLA, resilienza e sicurezza.

Conclusione

L’Azure Global Infrastructure Experience non è solo un tool di consultazione: è uno strumento strategico per chi progetta soluzioni cloud. In un mondo dove data residency, performance e compliance sono imprescindibili, avere una visione chiara dell’infrastruttura globale di Azure è un vantaggio competitivo.

Prova subito l’Azure Global Infrastructure Experience:
Azure global infrastructure experience

Microsoft Fabric: cos’è, vantaggi, differenze con Power BI e confronto con i competitor

Microsoft Fabric è diventato in poco tempo uno dei nomi più citati nel mondo dei dati aziendali, scopriamo il motivo:


Cos’è Microsoft Fabric

Microsoft Fabric è una piattaforma cloud SaaS per la gestione dei dati e analytics. È stata progettata per unificare l’intero ciclo di vita dei dati: acquisizione, integrazione, ingegneria, data science, analisi in tempo reale e visualizzazione.

La sua caratteristica principale è OneLake, un “data lakehouse” condiviso che diventa la single source of truth per tutta l’organizzazione. Ciò consente a team diversi (data engineer, data scientist, analisti e utenti di business) di lavorare sugli stessi dati in modo collaborativo, senza duplicazioni o processi complessi di integrazione.

In pratica, Fabric porta in un unico ambiente tutto ciò che prima richiedeva diversi strumenti separati come Azure Data Factory, Synapse, Power BI e servizi esterni.


I vantaggi principali di Microsoft Fabric

1. Una piattaforma unificata

Fabric semplifica la gestione dei dati centralizzando strumenti e flussi in un’unica interfaccia, riducendo la frammentazione tecnologica e i costi di integrazione.

2. Integrazione con l’ecosistema Microsoft

È completamente integrato con Azure, Microsoft 365 e Power BI, rendendo naturale la collaborazione tra strumenti già diffusi nelle aziende.

3. OneLake come base condivisa

Tutti i dati vengono archiviati e gestiti in OneLake, eliminando le copie multiple e garantendo una governance più semplice.

4. AI e Copilot integrati

Fabric include funzionalità di intelligenza artificiale generativa (Copilot) per suggerire query, automatizzare trasformazioni e spiegare i dati in linguaggio naturale.

5. Workload flessibili per ogni ruolo

La piattaforma è organizzata in “workload” (Data Factory, Data Engineering, Data Warehouse, Data Science, Real-Time, Power BI, ecc.) così ogni team può lavorare con strumenti adatti alle proprie competenze.


Microsoft Fabric vs i principali competitor

Fabric vs Databricks

Databricks è molto forte su big data e machine learning, con un ecosistema open-source maturo (Delta Lake, MLflow).
Fabric punta invece sulla semplicità operativa: è una soluzione SaaS integrata, ideale per chi vuole meno configurazioni e più immediatezza, soprattutto se già usa Power BI o Azure.

Fabric vs Snowflake

Snowflake è eccellente come data warehouse cloud-first. Fabric amplia il concetto offrendo un’unica piattaforma che unisce data lake, data warehouse e strumenti di analisi e AI in un solo ambiente.

Fabric vs BigQuery / Redshift

BigQuery (Google) e Redshift (AWS) restano alternative solide nei rispettivi ecosistemi cloud. Tuttavia, per le aziende Microsoft, Fabric offre una integrazione nativa e una user experience più coerente per analisti e utenti Power BI.


Microsoft Fabric e Power BI: differenze e integrazione

Molti si chiedono se Microsoft Fabric sostituisca Power BI. La risposta è no.

Power BI resta lo strumento dedicato alla visualizzazione e alla business intelligence.
Fabric, invece, è l’intera piattaforma dati end-to-end che include Power BI come modulo per la parte di reportistica.

FunzionePower BIMicrosoft Fabric
AmbitoVisualizzazione e reportisticaGestione completa dei dati e analytics
ArchitetturaApp stand-alonePiattaforma SaaS con OneLake e workload multipli
TargetAnalisti e business userData engineer, scientist, analisti e decision maker
IntegrazioneLimitata ai dataset importatiTotale con pipeline, dataflow, lakehouse e AI

In breve: Power BI visualizza i dati, Fabric li gestisce e li trasforma prima che arrivino ai report.


Considerazioni sui costi

Fabric adotta un modello a capacità piuttosto che puro pay-per-use.
Questo può offrire prevedibilità nei costi, ma è importante eseguire una proof of concept (POC) per valutare consumi, volumi e workload reali prima della migrazione.


Conclusione

Microsoft Fabric rappresenta la naturale evoluzione della strategia dati di Microsoft: un’unica piattaforma per tutto il ciclo del dato, dal raw data al report finale.
È una soluzione che punta a semplificare e integrare, rendendo più fluida la collaborazione tra team e strumenti.

Per molte organizzazioni, soprattutto quelle già orientate verso Azure e Power BI, Fabric è una scelta strategica per modernizzare la data platform e abilitare analisi basate su AI e governance avanzata.


Fonti e approfondimenti