La licenza Power Apps Per App Plan sarà ritirata all’inizio del 2026. Nonostante Microsoft non abbia pubblicato un annuncio ufficiale e nel listino CSP di gennaio la SKU sia ancora disponibile, con clamore, il cambiamento è stato già applicato nei documenti ufficiali: Power Platform Licensing Guide
Evoluzione della licenza “Per App”
Introdotta nel 2019 a USD 10/app/utente al mese, la licenza fu poi scontata a USD 5 nel 2021, con l’obiettivo di agevolare le piccole implementazioni. Tuttavia, il modello si è rivelato difficile da gestire a livello tecnico e amministrativo, sia per Microsoft che per i clienti.
I nuovi modelli disponibili
Con la dismissione della licenza Per App, restano solo due opzioni di licenza per Power Apps:
Power Apps Premium (per utente) Accesso illimitato a tutte le app personalizzate e a Power Pages al costo di circa 20$ per utente/mese.
Power Apps Pay-as-you-go (misuratore per app) Fatturazione basata sul numero di utenti attivi unici mensili per ogni app (circa 10$ per utente/app), gestita tramite fatturazione Azure.
Impatti sulle organizzazioni
Aumento dei costi Al prossimo rinnovo, gran parte delle organizzazioni passerà da 5$ a 20$ per utente/mese (Premium) o 10 $ per utente/app/mese (pay-as-you-go), con incrementi fino al 300%.
Rinnovi sotto Enterprise Agreement (EA) La licenza Per App rimane attiva fino alla scadenza dell’accordo EA. Al rinnovo, sarà necessario migrare a Premium o passare al modello pay-as-you-go.
Rinnovi sotto CSP (Cloud Solution Provider) La licenza esistente è valida fino alla conclusione del termine contrattuale (mensile o annuale). Dal rinnovo sarà anch’essa sostituita da una delle due opzioni rimaste.
Azioni consigliate
Controllare le scadenze dei contratti (EA o CSP) per pianificare la transizione senza interruzioni.
Valutare la migrazione a:
Power Apps Premium – se gli utenti devono accedere a più di un’app.
Pay-as-you-go – se si desidera pagare solo per gli utenti effettivamente attivi su una singola app.
Rivolgersi al proprio referente Microsoft (Licence Specialist o Account Manager) per simulazioni economiche, scelte tattiche e supporto nella transizione.
Con l’evento Microsoft Ignite 2025, l’ecosistema dei partner entra in una nuova era: nasce il riconoscimento Frontier Firm, un badge distintivo per le organizzazioni che portano l’intelligenza artificiale sul palcoscenico strategico dell’azienda.
Cos’è una Frontier Firm
Una Frontier Firm è molto più di un rivenditore o system integrator tradizionale: è un’azienda all’avanguardia, costruita per il futuro AI. Microsoft la definisce “un’organizzazione di nuova generazione, nata nell’era dell’intelligenza artificiale, che integra l’AI in ogni livello del proprio business”.
Queste aziende:
Combinano il giudizio umano con agenti AI, per scalare velocemente ed essere più efficaci.
Adottano il modello “Customer Zero”, ovvero usano le tecnologie Microsoft (Copilot, Azure AI) internamente prima di offrirle ai clienti, diventando veri casi di successo viventi.
Guidano progetti reali, trasformando i processi interni e aumentando l’engagement dei dipendenti.
I pilastri distintivi
Secondo Microsoft, i partner che puntano a diventare Frontier Firm costruiscono le proprie competenze su tre assi fondamentali:
Soluzioni AI di business Promuovere Copilot e agenti intelligenti in ogni ruolo aziendale.
Cloud & Platform AI Modernizzare l’infrastruttura puntando su carichi di lavoro intelligenti e capacità di frontier AI.
Sicurezza integrata Garantire resilienza cibernetica e conformità end-to-end.
In FY26, queste aree diventeranno la base per incentivi, co-sell e campagne marketing Microsoft.
I vantaggi del riconoscimento Frontier
Chi ottiene il badge Frontier Firm riceve:
Visibilità all’interno del partner eco‑sistema e presso i field seller Microsoft.
Accesso prioritario agli incentivi, come supporto Copilot, Azure, sicurezza, CSP e dediche specifiche sui market trend.
Credibilità di mercato, grazie a un badge distintivo che comunica leadership AI e valore unico.
Nuove designazioni nel Partner Program
Oltre al badge Frontier Partner, Microsoft ha introdotto altre designazioni dedicate ai partner di eccellenza:
Frontier Distributor: per i distributori CSP che offrono servizi avanzati su cloud, AI e sicurezza.
Support Services: per chi garantisce qualità elevata nel supporto ai clienti Cloud.
Digital Sovereignty: per le aziende abilitate a progettare infrastrutture cloud sovrane.
Come diventare un Partner Frontier Firm
Per prepararsi a ottenere questo riconoscimento, ecco alcune azioni chiave:
Implementare una strategia AI‑first, non solo progetti pilota.
Essere Customer Zero: adottare Copilot e agenti internamente, formando i team.
Allinearsi ai tre pilastri GTM di FY26: AI Business Solutions, Cloud & AI Platforms, Security.
Ottimizzare il profilo nel Partner Center, punto nodale per co‑sell, designazioni e visibilità.
Requisiti
I partner devono conseguire le designazioni Solutions Partner in:
Modern Work o Business Applications
Security
Una delle tre designazioni allineate alla piattaforma Cloud & AI (Data & AI oppure App Innovation oppure Infrastructure.
e ottenere tre specializzazioni:
Microsoft Copilot
Build AI Apps, AI Platform oppure Accelerate Developer Productivity
La relazione tra cliente e partner tecnologico si misura spesso dalla qualità del supporto offerto nei momenti critici. Per riconoscere questa funzione strategica, Microsoft introduce una novità importante: la Support Services Designation, un riconoscimento ufficiale per i partner che dimostrano capacità eccellenti nel fornire un’esperienza di supporto di qualità.
Cos’è la Support Services Designation?
Lanciata a Microsoft Ignite 2025, questa designazione consente ai partner di distinguersi sul mercato grazie a un badge ufficiale, rendendo più semplice per i clienti identificare chi ha un track record comprovato nel supporto.
Perché è importante?
Ottenere questa designazione significa:
Differenziazione: visibilità come CSP di alto livello.
Crescita del business: segnale di competenza e affidabilità.
Benefici esclusivi: incentivi finanziari e accesso a supporto avanzato.
Chi è idoneo?
Solo CSP Direct Bill o Distributori con:
Designazione Solutions Partner attiva (Modern Work, Biz Apps, Security, Azure).
Contratto di supporto attivo (ASfP, PSfP o Unified).
Come si ottiene?
Il percorso prevede il superamento di tre valutazioni condotte da ISSI:
Capability Assessment (capacità tecnica e organizzativa).
Case Rate (gestione dei casi).
CSAT (Customer Satisfaction).
Valutazione delle Capacità (Capability Assessment)
Questo audit fornisce una prova validata delle capacità di erogazione del supporto da parte del partner. L’auditor indipendente valuta e assegna un punteggio alle operazioni di supporto del partner su tre dimensioni fondamentali:
Funzione di supporto
Competenze del personale di supporto
Metriche di performance del supporto
Valutazione del Tasso di Casi (Case Rate Evaluation – Performance)
Questo indicatore misura la capacità del partner di fornire supporto su larga scala. Calcola il numero di casi inoltrati a Microsoft per assistenza rispetto alla dimensione del business CSP gestito dal partner.
L’auditor indipendente ISSI convalida il volume dei casi, mentre Microsoft determina il tasso finale.
Valutazione CSAT (Customer Satisfaction)
La valutazione CSAT si concentra sulla soddisfazione del cliente finale per garantire un’esperienza di supporto di qualità. L’auditor analizza il programma di misurazione CSAT del partner e assegna un punteggio finale su una scala da 1 a 5.
Conclusione
La Support Services Designation non è solo un badge, ma un vero e proprio strumento di differenziazione e crescita per i partner Microsoft.
Azure Copilot è un assistente AI integrato nel portale Azure che sfrutta modelli linguistici avanzati (LLM) e dati del tuo ambiente cloud per semplificare la gestione delle risorse. Permette di operare con linguaggio naturale, orchestrando attività e fornendo insight personalizzati sul tuo contesto Azure.
Accesso e contesto: è disponibile su portale web, app mobile e AI Shell. Opera usando le stesse credenziali e permessi dell’utente, eseguendo azioni solo dopo conferma esplicita.
Architettura IA: combina LLM con il control plane di Azure, sfruttando dati reali del tenant per offrire suggerimenti operativi, generare codice e automatizzare compiti.
Interazione dialogica: risponde in tempo reale, genera script ARM, Bicep, Terraform, PowerShell o CLI, e facilita troubleshooting, ottimizzazione costi e insight sulle performance.
Cosa fa Azure Copilot
Azure Copilot supporta quattro aree chiave: progettazione, operazioni, ottimizzazione e risoluzione problemi:
Deploy infrastruttura: crea VM, reti o cluster AKS con semplici prompt (“Crea VM Windows…”).
Scrittura codice automatizzata: genera comandi ARM, Terraform, YAML Kubernetes, script CLI o PowerShell su richiesta.
Analisi costi: identifica aree di ottimizzazione e suggerisce interventi mirati.
Troubleshooting: diagnostica errori, controlla lo stato dei servizi, suggerisce soluzioni per problemi comuni.
Navigazione e amministrazione: apre portali, imposta configurazioni e estrae log con comandi natural‑language.
Inoltre sono disponibili gli Agents (preview): agenti multimodali che possono orchestrare task complessi in sequenza.
Costi di Azure Copilot
Nessun costo aggiuntivo: le funzionalità attuali sono incluse nel portale Azure e gratuite.
Preview Agents: l’uso di capacità AI avanzata potrebbe richiedere licenze o crediti aggiuntivi; non sono ancora definiti pricing ufficiali.
Azure OpenAI Service: se utilizzato per estensioni di Copilot, si applicano tariffe standard Azure OpenAI, calcolate su token input/output (es. 400 CU-sec/1000 token input, 1200 CU-sec/1000 token output).
Copilot Studio (Power Platform): disponibile con due modelli di licensing:
Tenant License: circa 200 USD/mese per tenant con 25.000 messaggi inclusi.
Pay-As-You-Go: addebito in base ai messaggi utilizzati (~0,01 USD/messaggio).
Come funziona Azure Copilot
Azure Copilot utilizza un motore di orchestrazione integrato e agenti intelligenti che interpretano l’intento dell’utente, comprendono il contesto e coordinano gli strumenti giusti. Il risultato è un’esperienza più intuitiva, sicura e sempre sotto controllo umano.
1. Avvio della conversazione
Tutto parte da una richiesta dell’utente. Copilot filtra il contenuto per sicurezza e pertinenza prima di avviare il processo di ragionamento.
2. Interpretazione di intento e contesto
Copilot analizza l’intento, il contesto del portale Azure e i permessi RBAC. Rileva la lingua e le preferenze regionali per adattare l’interazione.
3. Selezione di strumenti o agenti
L’orchestratore sceglie la capacità più adatta tra strumenti e agenti, basandosi su fonti Azure come ARM e ARG. Con le nuove funzionalità agentiche, Copilot gestisce dialoghi multi-step e collabora tra agenti per risposte più approfondite.
4. Esecuzione sicura con RBAC
L’azione viene eseguita con l’identità dell’utente, rispettando RBAC. Ogni passaggio è trasparente e i dati sono archiviati in modo sicuro, con opzioni come BYOS per maggiore controllo.
5. Revisione umana prima dell’azione
Prima di applicare modifiche, Copilot richiede conferma esplicita. Questo garantisce sicurezza e conformità alle politiche di AI responsabile di Microsoft, basando le risposte su fonti Azure aggiornate.
Conclusione
Azure Copilot rappresenta un salto nella gestione cloud, offrendo interazione naturale, automazione e ottimizzazione integrate. Le funzionalità attuali sono disponibili gratuitamente e, in vista del rilascio di agenti avanzati, si prospettano modelli di pricing via servizî come Copilot Studio e Azure OpenAI. L’evoluzione continuerà ad aggiungere capacità AI estese, con modelli di consumo trasparenti e investimenti basati sul valore generato.
Il 2026 sarà un anno di grandi cambiamenti per Microsoft 365. Tra aumenti di prezzo, riduzioni legate al cambio valuta e nuove funzionalità integrate, le aziende dovranno pianificare con attenzione i rinnovi. In questo articolo analizziamo tre aspetti chiave e forniamo consigli pratici per i partner.
1. Aumento dei Prezzi da Luglio 2026
Dal 1° luglio 2026, Microsoft applicherà un incremento dei prezzi sui piani commerciali Microsoft 365. Le motivazioni includono l’integrazione di funzionalità avanzate di sicurezza, gestione e AI.
Principali aumenti (listino USA):
Business Basic: da $6 → $7 (+16%)
Business Standard: da $12.50 → $14 (+12%)
Office 365 E3: da $23 → $26 (+13%)
Microsoft 365 E3: da $36 → $39 (+8%)
Microsoft 365 E5: da $57 → $60 (+5%)
Questi aumenti si applicheranno a rinnovi e nuove sottoscrizioni dal 1° luglio 2026.
2. Riduzione Prezzi in Europa da Febbraio 2026
Dal 1° febbraio 2026, Microsoft ridurrà i prezzi in area euro con listini diversi in base al cambio:
Euro (EUR): –7,4%
Danese (DKK): –7,4%
Norvegese (NOK): –7,2%
Svizzero (CHF): –9,5%
Svedese (SEK): –13,5%
Questa riduzione riguarda i servizi cloud commerciali (Microsoft 365 e Dynamics) e rappresenta un’opportunità per ottimizzare i costi prima degli aumenti di luglio. Non cambia nulla per Azure.
3. Nuove Funzionalità Integrate
Microsoft semplifica l’offerta includendo funzionalità premium nei piani E3 ed E5:
Defender for Office 365 Plan 1 incluso in Office 365 E3 e Microsoft 365 E3.
Safe Links abilitati su E1, Business Basic e Business Standard.
Intune Plan 2 (Remote Help, Analytics avanzate) incluso in Microsoft 365 E3 ed E5.
In E5 arrivano Endpoint Privilege Management, Enterprise App Management e Microsoft Cloud PKI.
Queste integrazioni riducono la necessità di add-on separati e aumentano il valore complessivo.
Consigli Pratici per i Partner
Pianificare i rinnovi prima di luglio per bloccare i prezzi attuali e sfruttare la riduzione di febbraio.
Approfittare della riduzione del 7,4 % in area euro dal 1° febbraio 2026 per ottimizzare i costi.
Comunicare il valore aggiunto delle nuove funzionalità ai clienti.
Aggiornare le offerte CSP e i bundle per riflettere i cambiamenti.
Formare il team e i clienti con webinar e materiali informativi.
Azure Virtual Desktop è un servizio sicuro di infrastruttura desktop virtuale (VDI) basato sul cloud che consente alle organizzazioni di distribuire desktop e applicazioni Windows agli utenti. Lanciato nel 2019, Azure Virtual Desktop si è evoluto rapidamente per rispondere alle esigenze dei moderni ambienti di lavoro, soprattutto con la diffusione del lavoro remoto e distribuito.
Due anni fa Microsoft ha introdotto Azure Virtual Desktop per Azure Local, offrendo ai clienti la possibilità di portare le funzionalità di AVD on-premises, sfruttando Azure Local.
Ad Ignite 2025 Microsof ha annunciato, in anteprima limitata, Azure Virtual Desktop per ambienti ibridi, una nuova funzionalità che porta la potenza della virtualizzazione desktop cloud-native sulle infrastrutture on-premises (ma anche in altri cloud) esistenti.
Grazie a questo aggiornamento, i server abilitati ad Azure Arc possono essere configurati come session host AVD.
Questo amplia le capacità ibride di Azure Virtual Desktop oltre Azure Local, includendo Microsoft Hyper-V, Nutanix AHV, VMware vSphere, server fisici Windows o qualsiasi infrastruttura on-premises compatibile con Arc.
Supporto per le External identities di Azure Virtual Desktop (ma anche Windows 365) è ora ufficialmente disponibile
Con Windows 365 e Azure Virtual Desktop, le organizzazioni hanno potuto offrire agli utenti desktop Windows erogati dal cloud, garantendo produttività, accesso sicuro alle risorse IT e autenticazione su diversi dispositivi. In passato, questa possibilità era riservata esclusivamente agli utenti interni, con account e credenziali gestiti direttamente dall’organizzazione.
Grazie agli ultimi aggiornamenti, ora è possibile concedere accesso anche a utenti esterni, semplicemente invitandoli nella propria organizzazione, senza dover creare e assegnare nuovi account temporanei. Siamo lieti di annunciare:
Connessione a Windows 365 e Azure Virtual Desktop con identità esterne: ora disponibile in modalità generale.
Utilizzo di FSLogix per la gestione dei profili utente con identità esterne in Azure Virtual Desktop: attualmente in anteprima pubblica.
Cosa significa il supporto alle identità esterne
Con Windows 365 e Azure Virtual Desktop, le organizzazioni hanno potuto offrire agli utenti desktop Windows erogati dal cloud, garantendo produttività, accesso sicuro alle risorse IT e autenticazione su diversi dispositivi. In passato, questa possibilità era riservata esclusivamente agli utenti interni, con account e credenziali gestiti direttamente dall’organizzazione.
Grazie agli ultimi aggiornamenti, ora è possibile concedere accesso anche a utenti esterni, semplicemente invitandoli nella propria organizzazione, senza dover creare e assegnare nuovi account temporanei. Ad Ignite 2025 hanno annunciato:
Connessione a Windows 365 e Azure Virtual Desktop con identità esterne: ora disponibile in GA.
Utilizzo di FSLogix per la gestione dei profili utente con identità esterne in Azure Virtual Desktop: attualmente in anteprima pubblica.
Con il supporto alle identità esterne in Azure Virtual Desktop e Windows 365, è possibile adottare un approccio uniforme alla virtualizzazione per utenti interni ed esterni all’organizzazione. Le identità esterne possono includere ruoli come collaboratori, consulenti o fornitori terzi. Inoltre, è possibile sfruttare le funzionalità di Microsoft Entra dedicate alle identità esterne:
Applicare controlli di Accesso Condizionale (CA) specifici per le identità esterne.
Imporre la registrazione alla Multi-Factor Authentication (MFA) per l’identità esterna nel tenant.
Configurare Global Secure Access (GSA) sul dispositivo Windows utilizzato dall’identità esterna per accedere alle risorse.
Nota: poiché le identità esterne sono utenti gestiti esclusivamente nel cloud e non hanno una rappresentazione in Windows Server Active Directory, non è possibile utilizzare l’autenticazione Kerberos.
Quando si parla di cloud computing, la posizione dei dati e la resilienza dell’infrastruttura non sono dettagli: sono fattori critici per la sicurezza, la performance e la conformità normativa. Microsoft Azure, con la sua Global Infrastructure, è progettata per rispondere a queste esigenze su scala mondiale. E oggi, grazie al tool Azure Global Infrastructure Experience, possiamo visualizzare questa potenza in modo interattivo.
Cos’è l’Azure Global Infrastructure Experience?
Si tratta di una piattaforma interattiva che permette di esplorare la mappa globale dei datacenter Azure, con informazioni dettagliate su:
Regioni e Availability Zones: ogni regione è composta da più datacenter, con zone fisicamente separate per garantire alta disponibilità e fault isolation.
Geografie e compliance: il tool evidenzia come Azure rispetti le normative locali (es. GDPR in Europa, HIPAA negli USA) grazie a regioni dedicate e sovrane come Azure Government o Azure China.
Servizi disponibili per regione: non tutte le funzionalità sono presenti ovunque; il tool aiuta a verificare quali servizi sono attivi in ciascuna area.
Certificazioni e standard: ISO 27001, SOC, PCI DSS e molte altre, per garantire sicurezza e conformità.
Perché è importante?
Scelta strategica della regione La selezione della regione influisce su latenza, costi, e conformità normativa. Ad esempio, un’azienda europea soggetta a GDPR deve scegliere regioni all’interno dell’UE.
Resilienza e disponibilità Azure offre Availability Zones e region pairing per garantire continuità operativa anche in caso di disastro. Alcune regioni supportano zone ridondanti che permettono di raggiungere SLA fino al 99,99% per VM distribuite su più zone.
Trasparenza e pianificazione Con il tool, i team IT possono pianificare disaster recovery, verificare capacità regionali, e valutare la disponibilità dei servizi prima di una migrazione.
Caratteristiche chiave del tool
Visualizzazione globale: mappa interattiva con zoom su regioni, geografie e datacenter.
Filtri per compliance: possibilità di vedere quali regioni soddisfano requisiti normativi specifici.
Aggiornamenti in tempo reale: informazioni sempre aggiornate sulle nuove regioni e zone.
Approfondimenti tecnici: link diretti a documentazione Microsoft per SLA, resilienza e sicurezza.
Conclusione
L’Azure Global Infrastructure Experience non è solo un tool di consultazione: è uno strumento strategico per chi progetta soluzioni cloud. In un mondo dove data residency, performance e compliance sono imprescindibili, avere una visione chiara dell’infrastruttura globale di Azure è un vantaggio competitivo.
Microsoft Fabric è diventato in poco tempo uno dei nomi più citati nel mondo dei dati aziendali, scopriamo il motivo:
Cos’è Microsoft Fabric
Microsoft Fabric è una piattaforma cloud SaaS per la gestione dei dati e analytics. È stata progettata per unificare l’intero ciclo di vita dei dati: acquisizione, integrazione, ingegneria, data science, analisi in tempo reale e visualizzazione.
La sua caratteristica principale è OneLake, un “data lakehouse” condiviso che diventa la single source of truth per tutta l’organizzazione. Ciò consente a team diversi (data engineer, data scientist, analisti e utenti di business) di lavorare sugli stessi dati in modo collaborativo, senza duplicazioni o processi complessi di integrazione.
In pratica, Fabric porta in un unico ambiente tutto ciò che prima richiedeva diversi strumenti separati come Azure Data Factory, Synapse, Power BI e servizi esterni.
I vantaggi principali di Microsoft Fabric
1. Una piattaforma unificata
Fabric semplifica la gestione dei dati centralizzando strumenti e flussi in un’unica interfaccia, riducendo la frammentazione tecnologica e i costi di integrazione.
2. Integrazione con l’ecosistema Microsoft
È completamente integrato con Azure, Microsoft 365 e Power BI, rendendo naturale la collaborazione tra strumenti già diffusi nelle aziende.
3. OneLake come base condivisa
Tutti i dati vengono archiviati e gestiti in OneLake, eliminando le copie multiple e garantendo una governance più semplice.
4. AI e Copilot integrati
Fabric include funzionalità di intelligenza artificiale generativa (Copilot) per suggerire query, automatizzare trasformazioni e spiegare i dati in linguaggio naturale.
5. Workload flessibili per ogni ruolo
La piattaforma è organizzata in “workload” (Data Factory, Data Engineering, Data Warehouse, Data Science, Real-Time, Power BI, ecc.) così ogni team può lavorare con strumenti adatti alle proprie competenze.
Microsoft Fabric vs i principali competitor
Fabric vs Databricks
Databricks è molto forte su big data e machine learning, con un ecosistema open-source maturo (Delta Lake, MLflow). Fabric punta invece sulla semplicità operativa: è una soluzione SaaS integrata, ideale per chi vuole meno configurazioni e più immediatezza, soprattutto se già usa Power BI o Azure.
Fabric vs Snowflake
Snowflake è eccellente come data warehouse cloud-first. Fabric amplia il concetto offrendo un’unica piattaforma che unisce data lake, data warehouse e strumenti di analisi e AI in un solo ambiente.
Fabric vs BigQuery / Redshift
BigQuery (Google) e Redshift (AWS) restano alternative solide nei rispettivi ecosistemi cloud. Tuttavia, per le aziende Microsoft, Fabric offre una integrazione nativa e una user experience più coerente per analisti e utenti Power BI.
Microsoft Fabric e Power BI: differenze e integrazione
Molti si chiedono se Microsoft Fabric sostituisca Power BI. La risposta è no.
Power BI resta lo strumento dedicato alla visualizzazione e alla business intelligence. Fabric, invece, è l’intera piattaforma dati end-to-end che include Power BI come modulo per la parte di reportistica.
Funzione
Power BI
Microsoft Fabric
Ambito
Visualizzazione e reportistica
Gestione completa dei dati e analytics
Architettura
App stand-alone
Piattaforma SaaS con OneLake e workload multipli
Target
Analisti e business user
Data engineer, scientist, analisti e decision maker
Integrazione
Limitata ai dataset importati
Totale con pipeline, dataflow, lakehouse e AI
In breve: Power BI visualizza i dati, Fabric li gestisce e li trasforma prima che arrivino ai report.
Considerazioni sui costi
Fabric adotta un modello a capacità piuttosto che puro pay-per-use. Questo può offrire prevedibilità nei costi, ma è importante eseguire una proof of concept (POC) per valutare consumi, volumi e workload reali prima della migrazione.
Conclusione
Microsoft Fabric rappresenta la naturale evoluzione della strategia dati di Microsoft: un’unica piattaforma per tutto il ciclo del dato, dal raw data al report finale. È una soluzione che punta a semplificare e integrare, rendendo più fluida la collaborazione tra team e strumenti.
Per molte organizzazioni, soprattutto quelle già orientate verso Azure e Power BI, Fabric è una scelta strategica per modernizzare la data platform e abilitare analisi basate su AI e governance avanzata.
Nel panorama IT moderno, le aziende si trovano sempre più spesso a gestire ambienti complessi e distribuiti: data center on-premises, cloud pubblici (come AWS e Google Cloud), ambienti edge e infrastrutture ibride. Questa frammentazione comporta sfide significative in termini di governance, sicurezza, conformità e operatività. In risposta a queste esigenze, Microsoft ha sviluppato Azure Arc, una piattaforma che estende i servizi e le funzionalità di Azure a qualsiasi infrastruttura, ovunque essa si trovi.
Cos’è Azure Arc?
Azure Arc è una soluzione di gestione unificata che consente di proiettare risorse esterne ad Azure (server fisici, macchine virtuali, cluster Kubernetes, database) all’interno di Azure Resource Manager, permettendo di gestirle come se fossero native del cloud Microsoft.
In altre parole, Azure Arc è un ponte tecnologico che collega ambienti on-premises, multicloud e edge ad Azure, offrendo una visione centralizzata e coerente per la gestione, la sicurezza e la governance delle risorse IT.
Componenti Principali di Azure Arc
Azure Arc si articola in diverse componenti, ciascuna pensata per un tipo specifico di risorsa:
1. Azure Arc-Enabled Servers
Permette di gestire server Windows e Linux, fisici o virtuali, ovunque si trovino.
Le funzionalità includono:
Inventario centralizzato
Gestione delle policy di conformità (Azure Policy)
Monitoraggio con Azure Monitor
Sicurezza con Microsoft Defender for Cloud
Gestione degli aggiornamenti con Azure Update Manager
2. Azure Arc-Enabled Kubernetes
Consente di collegare e gestire cluster Kubernetes esterni ad Azure (AKS, EKS, GKE, OpenShift, Rancher, Tanzu).
Le funzionalità includono:
Distribuzione GitOps
Monitoraggio dei container
Integrazione con Azure Key Vault e Azure Active Directory
3. Azure Arc-Enabled Data Services
Estende i servizi dati di Azure (come Azure SQL Managed Instance e Azure Database for PostgreSQL) a infrastrutture esterne, con:
Scalabilità elastica
Patch e backup automatici
Alta disponibilità
Monitoraggio e sicurezza coerenti con Azure
Funzionalità Chiave
Azure Arc offre una vasta gamma di funzionalità avanzate:
Gestione centralizzata: un unico portale per tutte le risorse, indipendentemente dalla loro posizione.
Governance coerente: applicazione uniforme di policy di sicurezza e conformità.
Sicurezza avanzata: integrazione con RBAC, MFA, Microsoft Defender for Cloud e Sentinel.
Licenziamento Windows Server e SQL Server: possibilità di licenziare i server Windows e SQL con il modello PayAsYouGo e ottenendo importanti risparmi su SQL. Per Windows server il costo non è così conveniente ma permette di licenziare i server solo quando servono e quindi interessante per carichi di lavoro che non devono essere sempre attivi o per POC.
Aggiornamenti e ESU: gestione delle patch e licenze per aggiornamenti di sicurezza estesa (ESU) per sistemi legacy come Windows Server 2012 e SQL Server 2012.
Multicloud Connector: gestione delle risorse su cloud pubblici non Azure (es. AWS) tramite API, senza necessità di appliance locali.
Gestione Avanzata di SQL Server con Azure Arc: Funzionalità Chiave e Vantaggi
Uno degli aspetti più innovativi e strategici dell’integrazione di SQL Server con Azure Arc è la possibilità di estendere le funzionalità di gestione del cloud Azure anche alle istanze SQL Server distribuite in ambienti on-premises, edge o multicloud. Questo approccio consente di centralizzare la governance, la sicurezza e il monitoraggio delle istanze SQL, senza dover necessariamente migrare i dati nel cloud.
In questo approfondimento, ci concentriamo su alcune delle funzionalità avanzate che Azure Arc mette a disposizione per la gestione delle istanze SQL Server, con particolare attenzione a quelle che offrono valore immediato e supportano la modernizzazione graduale delle infrastrutture esistenti.
Best Practices Assessment(Gratuito)
Questa funzionalità consente di eseguire una valutazione automatizzata della configurazione delle istanze SQL Server, confrontandola con le best practice consolidate da Microsoft. Il report generato evidenzia:
Configurazioni subottimali
Indici mancanti o non utilizzati
Flag di traccia abilitati o mancanti
Statistiche obsolete
Funzionalità deprecate
L’assessment può essere eseguito manualmente o pianificato su base settimanale, e i risultati vengono aggregati in report dettagliati con priorità dei rischi, oggetti impattati e linee guida per la mitigazione.
Nota: disponibile solo per istanze SQL Server su Windows con licenza Software Assurance o modello PAYG.
Migration Assessment(Gratuito)
Azure Arc offre una valutazione continua della prontezza alla migrazione verso soluzioni cloud come Azure SQL Database, Azure SQL Managed Instance o SQL Server su VM Azure. Questo strumento:
Identifica rischi e incompatibilità
Suggerisce il tipo di servizio Azure più adatto
Fornisce stime di costo dettagliate (compute, storage, risparmio con Reserved Instances e Azure Hybrid Benefit)
Supporta la pianificazione strategica della migrazione con raccomandazioni automatizzate e aggiornate in tempo reale
Disponibile per tutte le edizioni di SQL Server, indipendentemente dalla posizione (on-prem, edge, cloud).
Licenza Pay-As-You-Go (PAYG)
Con Azure Arc, è possibile adottare un modello di licenza oraria per SQL Server, pagando solo per l’effettivo utilizzo. Questo approccio:
Elimina i costi iniziali elevati
Riduce il rischio di overprovisioning
Si adatta a carichi di lavoro variabili e stagionali
Include Client Access Licenses (CALs) nel costo orario
Supporta ambienti virtuali e fisici, con licenza per vCore o pCore
Il modello PAYG è particolarmente vantaggioso rispetto ai tradizionali contratti SPLA, MPSA o CSP, soprattutto in scenari con utilizzo flessibile o temporaneo.
Attualmente disponibile per SQL Server 2025, con estensioni previste per versioni precedenti.
Extended Security Updates (ESU)
Per le organizzazioni che utilizzano ancora SQL Server 2012 o 2014, Azure Arc consente di attivare gli aggiornamenti di sicurezza estesa (ESU) direttamente dal portale Azure. Questo servizio:
Estende la protezione fino a 3 anni dopo la fine del supporto ufficiale
Riduce il rischio di vulnerabilità durante la transizione verso versioni più recenti
Supporta licenze per vCore, pCore e virtualizzazione illimitata
Si integra con il modello PAYG per una gestione semplificata
Le ESU sono particolarmente utili in ambienti legacy critici, dove la migrazione non è immediatamente possibile.
Le ESU comportano costi aggiuntivi, ma possono essere esenti in alcuni scenari (es. Azure VMware Solution, host Azure Local).
In questi giorni Microsoft sta facendo il pieno di novità aggiungendo nuove tipologie di sottoscrizioni e rilasciando importanti novità.
Ecco quelle che preferisco:
Nuovi piani per la sicurezza delle PMI
Adesso è possibile innalzare le componenti di sicurezza delle sottoscrizioni Microsoft Business Premium attraverso 3 nuovi add-on:
Microsoft Defender Suite for Business Premium
Microsoft Purview Suite for Business Premium
Microsoft Defender and Purview Suites for Business Premium
La Defender Suite for Business Premium riunisce diversi strumenti avanzati che difendono l’azienda dalle minacce informatiche, proteggendo sia i computer dei dipendenti sia le applicazioni in cloud. All’interno ci sono servizi come Entra ID, Defender for Endpoint, Defender for Office 365 e Defender for Cloud Apps. Il tutto è disponibile a 10 dollari al mese per utente.
La Purview Suite for Business Premium, invece, si concentra sulla sicurezza dei dati sensibili e sulla conformità alle normative. Include funzionalità utili per prevenire la perdita di informazioni, gestire i rischi interni, cifrare i messaggi, condurre audit ed effettuare ricerche forensi sui dati. Anche qui, il prezzo è di 10 dollari al mese per utente.
Per chi desidera il pacchetto completo, Microsoft propone anche la Defender and Purview Suite for Business Premium, che unisce entrambe le soluzioni a un costo ridotto di 15 dollari al mese per utente.
Questi servizi sono già disponibili per aziende tra i 25 e i 300 dipendenti e rappresentano un modo per avere a disposizione funzionalità tipiche delle grandi imprese, ma a costi pensati per le PMI.
Microsoft ha annunciato l’arrivo di Copilot Chat direttamente dentro le app di Microsoft 365, come Word, Excel, PowerPoint, Outlook e OneNote, accessibile a tutti senza costi aggiuntivi. La novità principale è che l’assistente è “content aware”, cioè comprende il contesto del file che si sta utilizzando e può offrire suggerimenti o aiuti senza bisogno di uscire dall’app. Sono state introdotte anche funzionalità nuove e più comode, come l’upload di più immagini in chat, prompt più lunghi e visibili e un accesso rapido a strumenti utili come la generazione di immagini o la ricerca nei file recenti.
Ovviamente chi ha una licenza Microsoft 365 Copilot ottiene capacità più avanzate: Copilot non si limita al file aperto, ma può attingere a documenti, email e meeting dell’utente, con agenti dedicati come Researcher e Analyst e tempi di risposta migliori. Anche l’integrazione con le singole app di Office è migliore se si utilizza la versione a pagamento.
Microsoft ha deciso di rivedere le proprie offerte di Microsoft 365 per rispondere alle richieste dell’Unione Europea sulla concorrenza legata a Teams. L’obiettivo è dare più libertà di scelta alle aziende e facilitare l’interoperabilità con altri strumenti.
Da novembre 2025 i clienti di tutto il mondo potranno acquistare le suite Microsoft 365 e Office 365 sia con Teams che senza, con differenze di prezzo minime garantite. Teams resterà disponibile anche come servizio separato, ma non potrà costare troppo poco rispetto alle suite che lo includono.
In parallelo, Microsoft metterà a disposizione strumenti per esportare dati, integrare applicazioni di terze parti e rendere più semplice passare ad altre piattaforme se necessario. Nell’Unione Europea, poi, ci saranno tutele extra: per esempio, chi ha già contratti in corso potrà passare a versioni senza Teams mantenendo gli stessi sconti.
In pratica, le aziende avranno più trasparenza nei costi, più flessibilità nella scelta e meno vincoli nel caso decidano di non usare Teams.
Piani Microsoft 365 e Office 365
Differenza minima di prezzo con e senza teams
Office 365 E3/E5 Microsoft 365 E3/E5
€ 8,00
Microsoft 365 Business Basic
€ 1,50
Office 365 E1 Microsoft 365 Business Standard Microsoft 365 Business Premium